Il sorriso perfetto esiste: ecco le caratteristiche

a cura di Davis Cussotto

Il sorriso vale più di mille parole,  è lo specchio delle  emozioni,   orienta   la comunicazione non verbale  e determina  il successo nell’interazione sociale.

Questo in sintesi il risultato a cui è giunto un gruppo di  ricercatori dell’Università del Minnesota guidati da  Nathaniel Helwig  (pubblicato di recente  sulla rivista PLOS One ).

Avvalendosi di un programma in grado di ricostruire i volti in 3D sullo schermo di un computer , i ricercatori hanno chiesto a 802 persone di giudicare l’efficacia, la genuinità, la piacevolezza e il tipo di emozioni suscitate da 27 sorrisi differenti.

Tre le variabili  prese in esame:

1 l’angolo della bocca,

2 l’ampiezza del sorriso

3  la percentuale di esposizione delle arcate dentali.

Ecco cosa emerge dalle interviste:

A  hanno la meglio i sorrisi più discreti   con una certa simmetria.

B  Tenere la bocca aperta, lasciando intravedere buona parte della dentatura, è associato a     sensazioni negative.

Il top è mostrare i denti  sì i denti, ma non troppo, mantenendo il giusto equilibrio tra i due lati della bocca che  devono muoversi in sincronia per circa 125 millisecondi.

Nathaniel Helwig, ha concluso:  “I risultati rivelano che nessun singolo sorriso è perfetto rispetto agli altri. Al contrario, è la combinazione di più fattori che rende un sorriso di successo, è una  questione di equilibrio tra i vari elementi”.

Questi risultati hanno ampie applicazioni in vari settori, la psicologia, la chirurgia estetica, l’odontoiatria in particolare quella branca nota come smile design.

Fuori dall’ ambito sanitario le applicazioni  vanno dal parlare in pubblico alla  grafica computerizzata e  al mondo della pubblicità.

Davis Cussotto

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