Ortodonzia e “denti storti”: ecco cosa occorre sapere

Ortodonzia e "denti storti": ecco cosa occorre sapere

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L’ ortodonzia è una branca dell’odontoiatria che lavora per migliorare la funzione
masticatorio e l’estetica del sorriso: risolve quindi il problema dei “denti storti”.
Avere i denti ben allineati fa bene alla salute di tutta la persona. Avere una buona
occlusione con i denti che contattano tra loro in modo regolare, ha effetti positivi sulla
colonna vertebrale e sulla postura della persona.

Risolvere il problema dei “denti storti”, associato eventualmente ad altri interventi per migliorare il sorriso , accresce
la fiducia in se stessi e rende più sciolti nella vita di relazione.

A seconda del tipo di problema possiamo allineare i denti con diversi tipi di
apparecchi ortodontici, mobili o fissi. Vediamo le differenze.

1 Ortodonzia mobile: ecco le caratteristiche:

○ Apparecchi rimovibili (= mobili) possono essere tolti liberamente dal
paziente per mangiare e lavare i denti.
○ Guida della crescita: sono indicati principalmente per guidare la
crescita delle ossa mascellari nei bambini e negli adolescenti
(apparecchi Funzionali, apparecchi intercettivi)
○ Correzione di abitudini viziate: Possono correggere abitudini come la
deglutizione atipica.

2. Ortodonzia fissa: ecco le caratteristiche

○ Apparecchi attaccati ai denti: rimangono in bocca 24 ore su 24 fino alla
fine del trattamento.
○ Struttura: Composta da placchette (brackets) incollate sui denti, un filo
metallico trasparente, legature ed elastici.
○ Precisione: Controllano con precisione la posizione tridimensionale di
ogni singolo dente e della sua radice.
○ Efficienza: Lavorano ininterrottamente e rapidamente per raddrizzare i
denti.
○ Sono utilizzati anche in combinazione con cure protesiche, prima di
queste per posizionare i pilastri della protesi in posizione più
armonica. (Ortodonzia preprotesica).

3. Allineatori trasparenti invisibili
Nell’ultimo quinquennio hanno rivoluzionato l’approccio alle cure ortodontiche.

Sono delle mascherine trasparenti rimovibili. Il paziente può toglierle quando mangia
o beve e dopo aver spazzolato i denti le rimette in bocca. Vanno tenute per almeno
20 ore al dì; sono molto ben tollerate e si notano poco quando inserite in bocca.
Controllano con precisione la posizione tridimensionale di ogni singolo dente e della
sua radice. Sono utilizzate nell’adulto e nell’adolescente ben motivato a raggiungere
l’obiettivo terapeutico. Al termine della cura occorre “fissare” (= bloccare) i denti
nella posizione raggiunta per evitare che si spostino nuovamente. Lo si fa con lo
splintaggio (un filo bianco interno che unisce i denti) o con una mascherina da
portare la notte.

La visita Ortodontica e l’esecuzioni di alcuni semplici esami (il set
up ortodontico) consente di fare una diagnosi precisa e di scegliere il piano di
trattamento più idoneo al paziente.

Davis Cussotto

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Lo sai che sentire male ai denti può essere una “vera fortuna”?

Lo sai che sentire male ai denti può essere una “vera fortuna”?

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Ti sembrerà strano, d’altronde a nessuno piace sentire dolore… per esperienza però ho sempre cercato di girare la frittata e di vedere il lato positivo.

Per il nostro organismo avvertire il dolore è veramente tatticissimo, è un’arma di difesa eccezionale: è un sistema di intelligence segreto che ci permette di scovare anzitempo il problema. È come se suonasse l’antifurto in casa. Le opzioni sono 3:

1. Aspettare che smetta da solo di suonare
2. Staccare l’antifurto da remoto
3. Intervenire prontamente

Converrai con me che l’ultima opzione è quella più conveniente, perché ti permetterà di limitare i danni e recuperare il più possibile.
 Eppure non è la soluzione che spesso viene scelta e si preferisce aspettare che il dolore smetta da solo o si cerca di farlo smettere con gli antidolorifici.

I messaggi da portare a casa sono due:

1.Se senti del dolore o anche dei fastidi ai tuoi denti e alle tue gengive non aspettare che passino, ma chiama il tuo dentista per dei chiarimenti!
2. Non aspettare di sentire male per andare dal dentista, recati almeno una volta l’anno per un controllo e una pulizia dentale per evitare di far suonare l’allarme e di rischiare di non arrivare in tempo!

Gabriele Boero

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L’uso del laser in odontoiatria: funzionamento e utilizzo nella pratica quotidiana nello studio dentistico.

L’uso del laser in odontoiatria: funzionamento e utilizzo nella pratica quotidiana nello studio dentistico.

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Ma che cos’è il laser? Dobbiamo proiettarci nei film di fantascienza e immaginarci un dentista che improvvisamente si trasforma in Luke Skywalker (alcuni pazienti direbbero più un Chewbecca quando ho la barba non curata e non mi faccio vedere da un po’ dal mio barbiere Stefano…) e ci trasporta nella famosissima saga di Guerre Stellari?

Assolutamente no. Niente fantascienza, solo fisica, solo luce.
Il laser infatti non è altro che luce amplificata che viene emessa a seguito di una stimolazione di un mezzo attivo (che può essere un gas, un cristallo o un liquido).

Questa luce ha una specifica lunghezza d’onda, diversa in base al tipo di laser che si utilizza, che spesso non rientra nello spettro del visibile… e quindi? Non si vede! Vi svelo un segreto: il colore che si vede a livello della fibra ottica che trasporta il raggio laser in realtà è dato da una luce aggiuntiva (rossa, blu, verde…) che viene emessa per poter permettere al tuo dentista di vedere dove si sta posizionando il fascio luminoso.

Come funziona:
Ma perché abbiamo parlato di lunghezza d’onda? Perché è qui che sta la chiave di volta per capire il funzionamento dei vari tipi di laser. Ogni laser ha una lunghezza d’onda specifica, cioè emette un fascio di luce coerente con una sola lunghezza d’onda. All’interno dei nostri tessuti vi sono dei cromofori che reagiscono ad ognuna di queste lunghezze e che quindi assorbono la luce emessa. L’assorbimento di questa genera a livello dei tessuti interessati degli effetti fototermici, fotochimici, fotobiostimolanti e fluorescenti che vengono utilizzati a scopo terapeutico in odontoiatria ed in medicina.

Il tuo dentista conosce le varie specifiche tecniche di utilizzo per poter gestire al meglio ed in sicurezza questo valido strumento nelle diverse applicazioni all’interno della tua bocca.

Ti sei mai chiesto perché devi indossare gli occhiali di protezione? Penserai che sia inutile dato che non si vede… Il problema è che gli occhi possono assorbire queste radiazioni e possono essere danneggiati se il raggio laser che si sta usando all’interno della bocca riflette su qualche superficie metallica.

Applicazioni
I campi di applicazioni della tecnologia laser in medicina ed odontoiatria sono svariati ed ogni tipo di laser ha le sue indicazioni e protocolli clinici da seguire. Il laser a diodo in particolare viene utilizzato per trattare i tessuti molli del cavo orale, in parole povere la mucosa e le gengive. Il maggiore impiego quindi lo si trova nella chirurgia di questi tessuti dove per alcuni trattamenti è lo strumento di prima scelta. Altre applicazioni d’elezione le troviamo per il trattamento di herpes, afte, fastidiose lesioni o per stimolare la guarigione di ferite chirurgiche.

Vi sono poi delle applicazioni ancillari del laser a diodo, cioè complementari e aggiuntive a protocolli terapeutici tradizionali. Per esempio in parodontologia (se si parla dei tessuti che sostengono i denti), in implantologia (se si parla di impianti) ed in endodonzia (se si parla della vitalità del dente) sono un valido aiuto per combattere la presenza di batteri che sono causa di molte patologie presenti nel cavo orale.

Riassumendo il laser è utilissimo in odontoiatria, in alcuni casi è essenziale ed insostituibile, in altri è comparabile alle tradizionali tecniche e in altri ancora è di aiuto ad alcuni trattamenti.

Capisci bene che non può mancare in uno studio!

Se hai ancora dei dubbi, non ti sono chiari dei concetti o vuoi approfondire alcune tematiche sono disponibile per qualsiasi chiarimento!
Per approfondire consulta : [Convissar, R.A. 2016. Principles and Practice of Laser Dentistry, 2nd ed. s.l. : ELSEVIER, 2016.]

Gabriele Boero

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